mercoledì 21 settembre 2011

21 settembre di 36 anni fa... inizia a trasmettere Punto Radio

L'ispiratore" di Punto Radio Zocca fu Marco Gherardi, amico di infanzia di Vasco, che, mentre faceva il militare a Milano, ebbe modo di ascoltare Radio Milano International, (nata il 10 marzo 1975). E fu proprio grazie ai preziosi consigli dei ragazzi di Milano a cui Gherardi e Lucio Serra (altro amico di Vasco) si rivolsero, che il sogno diventò realtà. Acquistarono trasmettitore da 10 watt, che per ottenerlo Vasco e i suoi amici 10 in tutto, si auto-tassarono di 250.000 lire a testa e fecero due fidi da 5.000.000 di lire l'uno con una banca. L'idea è di far nascere una radio nell'Appennino tosco-emiliano, si procurarono dischi, cuffie, cassette, registratori, giradischi, costruirono una rudimentale antenna e... partirono! Il primo nucleo di Punto Radio cominciò a trasmettere non propio da Zocca, ma da un paesino vicino, Montombraro, che aveva una posizione ottimale per coprire una vastissima zona dell'Emilia, anche con un trasmettitore di quella dimensione. Erano in tutto una decina all'inizio, tra cui il "cuccioletto" Massimino Riva, appena tredicenne.

Punto radio fu fondata il 18 settembre del 1975.

21 Settembre 1975
Prende piede così l'avventura nel mondo dell'emittenza privata: inizia a trasmettere "Punto Radio" .

25 Settembre 1975
Nasce a Zocca una delle storie più belle della musica italiana: Punto Radio. Una delle prime "radio libere" italiane, e una delle più amate e conosciute.

Anche Punto Radio ebbe il suo "incontro" con i sigilli dell'Escopost. Vasco, che era il responsabile della radio dal punto di vista legale, venne processato assieme a Walter Giusti, altro ragazzo dello "staff", ma vennero assolti in quanto dimostrarono che quella radio non era nata a scopi di lucro e che non faceva propaganda politica (che era una delle cose più temute dalla radio nazionale).

Una volta avuto il permesso, e sicuri ormai che non sarebbero stati più "fermati", la radio cominciò a fare sul serio e vennero messi su i "palinsesti".

In piedi da sinistra: Maurizio Ferlito, Vasco Rossi, Ivo Righetti,
Antonella, la segretaria perfetta.
Seduti: Giovanni Ubaldi, Gerry Ivo Righetti.
In prima fila da sinistra: Florenzo Fini, Gaetano Curreri,
Sergio Silvestri, Riccardo Bellei, Riccardo Rodolfi,
Marco Gherardi non compare mai nelle foto,
perchè era il fotografo ufficiale.  
Vasco Rossi, era uno dei ragazzi che si alternavano nella conduzione delle trasmissioni, le quali, per la prima volta, portavano i microfoni in strada per chiedere alla gente cosa ne pensava di questo o quel tema. Così in presa diretta, senza filtri. Ma Vasco e i suoi erano anche fra i pochi a trasmettere e promuovere la musica alternativa di quegli anni: King Crimson, i Boston, Bruce Springsteen, oppure i Sex Pistols, Clash, Lou Reed. Nomi che ora fanno rima con leggenda, ma che allora erano semplicemente rockettari semi-sconosciuti.
Negli studi artigianali ricavati a Montombraro prima e al Residence Giuliana di Zocca poi, nacque un fenomeno di massa che portò, fra il 1975 ed il 1978, centinaia di migliaia di giovani a sintonizzarsi sulle frequenze della Radio, a partecipare alle feste ed ai concerti organizzati da Punto Radio.
Punto Radio è stata anche una straordinaria scuola di talenti artistici. Molti dei DJ "per scherzo" di quegli anni sono poi diventati artisti affermati. Vasco Rossi per primo. Ma ai microfoni stava anche un certo Gaetano Curreri (quello degli Stadio, per intenderci). Oppure Maurizio Solieri e Massimo Riva, colonne portanti della Steve Rogers Band, il Gruppo che ha accompagnato Vasco al successo nei primi anni di carriera e che poi ha battuto la via discografica autonoma.


Il punto più alto della "carriera" di punto radio fu tra l'estate 76 e quella 77. Il 19 settembre del 76, infatti, ad Alassio, si tenne la finalissima di un concorso indetto da "Onda tv" in cui il pubblico votava la sua radio preferita. Vinse Punto Radio, davanti alla diretta concorrente BBC, di Bologna, in cui militavano Red Ronnie e Bonvi.
Quella sera avvenne anche il famoso "patacchino" per cui Red per anni l'ha avuta a morte con Vasco. Per chi non ha mai letto dell'episodio, riportato nel libro di Poggini, ecco cosa avvenne: Vasco, attaccò, senza farsi vedere, un adesivo di punto radio sul giubbotto di pelle di Red, e questi, per ore e ore girò con questo adesivo sulle spalle, tra l'ilarità dei componenti della delegazione di Punto Radio presente ad Alassio. In più, oltre alla beffa il danno: Red Ronnie, quando finalmente se ne accorse, tentò di togliere l'adesivo ma finì con il rovinare definitivamente il giubbotto.  
Quella vittoria per Vasco e compagni fu un grande motivo di soddisfazione e di orgoglio, il premio al loro impegno.

Vasco - Audio test 

Da notare che, mentre i giovani del paese e non solo, li acclamavano e li portavano in palmo di mano, i "grandi" tra cui anche i loro genitori, li rimbrottavano e criticavano, dicendo che quello non era un lavoro vero, e che stavano lì a perdere tempo. Insomma, alcune delle frasi che suggerirono il testo di "siamo solo noi" nacquerò già da lì, a sentirsi dire che i giovani "non sanno far niente" e che "sanno solo combinare stupidate..."
Che in effetti soldi ne girassero pochi era anche vero. Riuscivano a mettere da parte qualcosa, ma il più delle volte erano più le spese che le entrate.
Oltre tutto, per diverso tempo, per loro principio rifiutarono di passare messaggi pubblicitari politici, cosa che invece le altre radio facevano ricevendo soldi in cambio, e questo, se da un lato era lodevole, dall'altro lato non li aiutava economicamente. Per mancanza di soldi, non sempre riuscivano a concretizzzare tutte le idee che avevano. Ad esempio, nell'inverno del '76 ricevettero la proposta di aprire una radio "gemella" a Roma. Nacque "Punto Radio Lazio" con sede a Frascati e per un poco andarono avanti a collaborare, lanciando, tra le altre cose, il primo numero di una rivista in cui scrisse un articolo anche Vasco, ma proprio per problemi di soldi, le varie iniziative sfumarono nel nulla. Nacque così l'idea delle "feste di Punto Radio" nelle varie discoteche, allo scopo, oltre che di divertirsi, di raccimolare un po' di soldi con la percentuale sugli incassi. Vasco nel frattempo aveva incominciato ad avere i primi seri "approcci" con quella che sarebbe diventata la sua vita. Fino a quel momento aveva scritto canzoni così, per sfogarsi o per fare vedere agli altri che ne era capace.
Il primo a fargli capire che quelle canzoni, voce e chitarra, potevano essere "vestite" a dovere fu Gaetano Curreri.
Una curiosità: Curreri fece portare un pianoforte a coda negli studi di punto Radio, e faceva "in diretta" degli stacchetti musicali.
Curreri ascoltò alcune canzoni di Vasco e tra queste rimase particolarmente colpito da "Jenny", facendo sentire a Vasco come sarebbe venuta con un arrangiamento di pianoforte. Vasco però era ancora riluttante ad esibirsi dal vivo, così,quando Curreri e Sergio Silvestri decisero di lanciare una nuova iniziativa, quella dei "Puntautori", ovvero i cantautori di Punto Radio, per farli esibire nel corso delle feste in discoteca, fu proprio lui l'unico a tirarsi indietro.
Arrivato il suo turno sul palchetto, Vasco cominciava a cantare ma poi a metà canzone mandava tutto a cagare dicendo..." torno a fare il dj che è meglio...!"

I
In piedi da sinistra nel ristorante di Punto Radio: 
Vasco Rossi, Sergio Silvestri, Manola Righetti,
Marco Manzini, Fioriano Fini, Gaetano Curreri,
Riccardo Bellei, Gerry Ivo Righetti,
Riccardo Rodolfi,
seduti da sinistra: Giovannini Ubaldi,
Mario Giusti, Maurizio Ferlito  
Punto Radio non fu una radio cosidetta "locale", in quanto la posizione di trasmissione, i 1000 watt di potenza, il ponte ripetitore a Bormio per la copertura anche della Valtellina, unica zona del nord italia non raggiungibile direttamente, una collaborazione con una radio di Roma, in pratica una tale copertura da renderla definibile come, "una delle primissime radio libere nazionali", un ufficio presso la sede per la gestione della pubblicità, uno a Bologna in Piazza Rooswelt, oltre 50 persone fra soci, dipendenti e collaboratori, decine di richieste da parte di radio locali nate come funghi nello spazio di pochissimi anni, di potere effettuare la ripetizione dei nostri segnali nelle zone scoperte, o comunque collaborare, le decine di visite settimanali agli studi, tanto che dopo un po di tempo fu necessario pianificarle in anticipo per evitare assembramenti, la quantità di personaggi vecchi e nuovi che si recavano personalmente presso la sede della radio per promuovere i loro 45 o 33 giri, (nacque in quel periodo un ristorante che lavorava prevalentemente per gli "ospiti di Punto Radio", infatti chiuse i battenti poco dopo il trasferimento della radio a Bologna avvenuta nel 1978).

Passano gli anni, Punto Radio diventa troppo famosa per un semplice gruppo di ragazzi, servono fondi e persone per mantenerla al passo della sua importanza, perciò ci si affida ad un Partito politico che in poco tempo apre una sede a Bologna con 2 studi di trasmissione, 4 studi di registrazione, Redazione con 3 telescriventi collegate con l'ANSA che sfornano notizie senza sosta, il tutto insonorizzato con gommapiuma antirombo e moquette da non lasciare nemmeno un centimetro di cemento scoperto.
Questo cambio di gestione si fa sentire e dopo qualche anno i rapporti cominciano a sgretolarsi, piano piano molti di questi pionieri abbandonano l'avventura prendendo strade diverse, nel frattempo Vasco, assieme a Solieri e Riva, intraprende la carriera di cantante e per forza di cose lascia la sua creatura nelle mani del nuovo gestore.
Dirà Riccardo Bellei, uno degli ultimi "protagonisti" ad andarsene:"...non era più la nostra storia... e la magia degli inizi era svanita. Inoltre, in soli due anni erano cambiate troppe cose e non ci ritrovavamo più nel nuovo modo di trasmettere musica, ormai diventata "non stop". Noi avevamo fatto del dialogo con la gente il nostro punto di forza, ma ormai sembrava roba superata.

La ex sede di Punto Radio a Zocca
Residence Giuliana: Sede "multifunzione" di Punto Radio
La base di Punto Radio, purtroppo, andò sfumando, mentre i vari Vasco Rossi e Gaetano Curreri decidevano di lanciarsi definitivamente nel mondo della musica. La storia dell'emittente continua, senza alti né bassi, per tutti gli anni '80. Per un certo periodo Punto Radio affilia le proprie frequenze a Radio Italia Anni '60 e successivamente prende la piega dance appoggiandosi alla promettente Bum Bum Energy. Nel settembre 2005, il gruppo Sestarete (ovvero 7 Gold - Emilia Romagna, a cui fa capo da tempo) decide di rilanciare lo storico marchio.

Le bollicine di Vasco nella fabbrica della felicità

Un divertente video dove simpatici personaggi danno vita alla fabbricazione e imbottigliamento della coca cola all'interno di un distributore automatico... a fare compagnia a questo personaggi ci pensa Vasco con le sue... bollicine :)



Sempre Scomodi

La vita è un po’ come un’onda che ti trascina e ti trasporta… Poi, però, raggiunge la riva e… sembra morta! Invece no: si rinnova! Arriva un’altra onda ancora! E ancora…! Così io ho dichiarato conclusa la mia stra-ordinaria attività di rockstar. Ho corso in salita (ed è stata dura!), ed ho raggiunto la Vetta, la cima…! Di ogni lista, di ogni classifica! Quindi, ragazzi, ho chiuso un cerchio, ho concluso un ciclo, ho finito una corsa… che mi ha portato alla Vittoria! Ho raggiunto la mia meta! E la mia meta (e la mia mira!) è stata quella di aprire la porta… dei Vostri cuori! In questi anni, e grazie ai miei concerti, sono stato ospite nelle dimore delle vostre anime…! Ho visto stanze splendide, tutte diverse… Piene di luci colorate e di ombre scure… con centinaia di quadri appesi, e tesori nascosti, e passaggi segreti …e finestre con viste bellissime… Quindi adesso esco di scena… Ma non dalla Storia! Adesso cambio la forma, cambio la mira… mi lancio in una sfida nuova! Adesso alzo la posta! Adesso sono in trasformazione…! Sono in KOM.VALE… SCIENZA! E ne Vale Scientificamente La Pena...! Adesso sta per nascere un Vasco nuovo, inedito, ancora più libero, più vivo e più solo... Ancora più folle, temerario ...e scomodo! (Vasco Rossi)

martedì 20 settembre 2011

Vita Spericolata... video inedito (1983)




Clippino... Jack e le infermiere

Ieri sera era stato caricato un Clippino di "Jack il folle" sul canale youtube di Rokkaccio ma stranamente il video è stato reso privato e quindi non più visualizzabile per tutti! Ma la combriccola del SR è in possesso di una copia del clippino... EN JOY!!! :)





lunedì 19 settembre 2011

Perchè noi siamo i soliti... fatti così

Noi siamo i soliti quelli così 
Siamo i difficili fatti così 
Noi siamo quelli delle illusioni, delle grandi passioni 
Noi siamo quelli che vedete qui 
Abbiamo frequentato delle pericolose abitudini 
E siamo vivi quasi per miracolo grazie agli interuttori 
Noi siamo liberi, liberi, liberi di volare 
Siamo liberi, liberi,liberi di sbagliare 
Siamo liberi, liberi, liberi di sognare
Siamo liberi, liberi di ricominciare 
Noi siamo i soliti sempre così 
Siamo gli inutili fatti così 
Noi siamo quelli delle occasioni prese al volo come i piccioni 
Noi siamo quelli che vedete qui 
Abbiamo frequentato delle pericolose abitudini 
e siamo ritornati sani e salvi senza complicazioni 
Noi siamo liberi, liberi, liberi di volare 
Siamo liberi, liberi, liberi di sbagliare 
Siamo liberi, liberi, liberi di sognare
Siamo liberi, liberi di non ritornare! 
Noi siamo i soliti quelli così





LIVE '87 - C'E' CHI DICE NO TOUR (SECONDA PARTE)

C'è chi dice no tour 87 - Palaeur (Roma) [Seconda parte]




LIVE '87 - C'E' CHI DICE NO TOUR (PRIMA PARTE)

C'è chi dice no tour 87 - Palaeur (Roma) [Prima parte]




domenica 18 settembre 2011

Intervista di Maurizio Solieri

dal Giornale di Puglia

di Nicola Ricchitelli

Una storia che inizia da un disco dei Beatles regalatogli della sorella di ritorno dalla Francia, un viaggio che partito da Concordia sulla Secchia (suo paese natale) tocca prima Napoli nel 1976 e quindi Modena dove avviene il primo incontro con “Il Blasco” quindi insieme raggiunsero la capitale del Nord in Treno dove il rocker di Zocca lo provinò e subito ne intuì il talento.
Una storia che si intreccia con la Steve Rogers Bands assieme ad altri compagni di avventura – tra cui il compianto Massimo Riva – con cui Somieri pubblica ben cinque album.
Con Vasco Rossi contribuisce alla composizione di brani storici, che oltre ad aver fatto la storia del rocker di Zocca, fanno la storia della musica italiana: “Liberi, liberi”, “C’è chi dice no”, “Albachiara”. Un viaggio quello al fianco di Vasco Rossi fatto di andate e ritorni, un primo distacco avviene nel 1988, per dei “cattivi consigli” come ha sempre ammesso, e quindi il ritorno nel 1991, Vasco aprirà spesso i suoi concerti inneggiando al rientro di Maurizio sul palco con lui come al "ritorno del figliol prodigo", in maniera affettuosa.
Un secondo distacco avviene nel 1995, e infine il ritorno in pianta stabile nel 1999 a seguito della morte di Massimo Riva.

D: Un saluto da Giornale di Puglia a Maurizio Solieri – storico chitarrista di Vasco Rossi oltre che della Steve Rogers Band – Maurizio a quanto pare tutto sembra essere iniziato da un disco dei Beatles regalatoti da tua sorella?
R:«Contemporaneamente mi fu regalata una chitarra e mia sorella tornò da Parigi col primo disco dei Beatles: uno shock!»

D: A proposito di dischi, quale il primo che hai acquistato e che sei maggiormente legato?
R:« Credo che il primo fu "Hey Joe" di Jimi Hendrix, ancora adesso un grande classico.

D: La tua prima chitarra è stata una “Eko” una chitarra economica che con 8.000 Lire tua madre ti regalò. Che ricordi hai di quel momento?

R:« Il possesso, finalmente, di un oggetto che avevo tanto desiderato e che aveva uno splendido profumo di legno».

D: Maurizio, cosa significa per te imbracciare una chitarra? E cosa provi nel tenere questo strumento tra le mani? Quale l’assolo e riff meglio riuscito nella tua oltre trentennale carriera musicale?
R:« Tenere in mano il mio strumento è sempre un gran divertimento e un piacere, assoli e riff ne ho fatti tanti, da "Albachiara" a "Liberi,liberi", da "C'e' chi dice no" a "Alzati la gonna"».

D: Il tuo viaggio a fianco di Vasco Rossi dura da oramai 35 anni – tra andate e ritorni vedi il distacco del 1988 e del 1995 – cosa ti lega al “Rocker di Zocca”?
R: «L'amore per la vera musica e il non accontentarsi mai».

D: Maurizio, nei successi di Vasco è inevitabile riconoscerti il ruolo determinante che hai avuto, specie nella composizione di alcuni brani quali Ridere di Te, Dormi e tanti altri ancora. Quale il brano a cui sei maggiormente legato?
R:« "Lo show”».

D: Maurizio, come accennato non solo Vasco, ma anche e soprattutto “Steve Rogers Band” e la carriera da solista, è del 12 Marzo 2010 l’uscita del tuo primo album da solista – Volume One - che esperienza è stata ma soprattutto cosa racconti?
R:«Il disco andrebbe ascoltato, comunque sono pezzi scritti nell'ambito di vari periodi, assolutamente senza cercare un riscontro commerciale perché adesso in Italia vende spesso musica sdolcinata e di plastica, ci sono vari stili che suono da tutta la vita».

D: Tanti gli artisti oltre “Il Blasco” con cui hai collaborato – Massimo Riva, Nomadi, Alberto Fortis – con chi ti piacerebbe collaborare in un prossimo futuro?
R:« Con qualcuno che scriva e canti delle belle canzoni, con dell'energia».

D: Che connotati ha il futuro di Maurizio Solieri?
R:« Il mio presente e il mio futuro è suonare, divertirmi, creare cose nuove e non stancarmi mai di difendere le mie idee».

Considerazioni con il cuore a penzoloni

"Ma tu non sei normale!!", questa è la frase tipica che mi sento dire ogni volta che parlo di Vasco con qualcuno che non lo ama come me. Non sono normale perché non la penso come loro? Perché quando parlo di Lui gli occhi si illuminano, inizio a parlare con entusiasmo e posso arrivare perfino a commuovermi o ad incazzarmi come una bestia?! Ci sono quelli che ti guardano come se fossi un malato contagioso, altri che invece ti invidiano perché non hanno mai avuto nella loro vita una passione così grande!
Io questa passione non l'ho cercata, è lei che mi ha trovata e coinvolta a tal punto da far stupire anche me stessa. Una passione tanto meravigliosa quanto difficile da spiegare a chi non la vive, una passione che mi sostiene e mi accompagna da una vita, iniziata con l'entusiasmo e la spensieratezza di una dodicenne e continuata per tutta la vita fino ad oggi che sono una quarantenne, e anche se col tempo cambia tutto... e cambiamo anche noi... Vasco è rimasto una costante, forse perché in ogni fase della mia vita scriveva canzoni che mi portavano a pensare che Lui mi conoscesse, che sapesse di me, della mia vita e quelle canzoni mi davano e mi danno un emozione tale da consolarmi, da darmi la forza di riprovarci, non mi fanno sentire sola!
A dodici anni il mio mondo girava intorno a Vasco, adesso a quarant'anni so che la vita non è una canzone per quanto meravigliosa possa essere, ma di sicuro le sue canzoni mi aiutano a vivere e sorridere dei guai e a pensare che domani sarà sempre meglio nonostante la mia vita lastricata di problemi.
Di questo ringrazio il cielo, la chitarra, il caso e ringrazio Te Vasco, compagno inconsapevole di tutta la mia vita.  

di Mony Vascolizzata